Il prossimo 17 luglio, PMI International celebrerà i suoi primi dieci anni di attività come confederazione. Ma la storia inizia molto prima, ben vent’anni fa, quando l’organizzazione muoveva i primi passi come realtà datoriale. «Nel 2015 abbiamo deciso di trasformarci in una vera confederazione, con l’obiettivo di creare un sistema in grado di connettere non solo aziende italiane ma anche associazioni di categoria, mantenendo per ciascuna l’autonomia ma offrendo una visione e un’infrastruttura comune», spiega Claudio Salvatore Pandico, Segretario Nazionale e Internazionale di PMI International.
Un nuovo paradigma di confederazione
PMI International si distingue da molte altre organizzazioni per un approccio fortemente orientato all’internazionalizzazione. «Non vogliamo che un iscritto sia solo una matricola. Per noi, entrare in PMI International significa far parte di una squadra, creare un senso di comunità imprenditoriale, dove la collaborazione prende il posto della competizione, anche tra aziende dello stesso settore».
Internazionalizzazione come vocazione
La confederazione affianca le imprese nei mercati esteri, fornendo non solo consulenza, ma una rete concreta di relazioni e opportunità. «Nel 2024 abbiamo registrato circa 80 milioni di euro in scambi commerciali tra aziende italiane e realtà estere, principalmente nei settori food, beverage e fashion. Ma siamo solo all’inizio: l’obiettivo è tornare ai livelli pre-Covid e superarli nei prossimi cinque anni», afferma Pandico.
Il Made in Italy continua a essere un valore riconosciuto a livello globale, e PMI International lavora per renderlo accessibile anche alle piccole e medie imprese: «In molti paesi emergenti – come quelli del Nord Africa e del Sud-Est asiatico – sta crescendo una nuova borghesia che desidera qualità e stile. Ed è qui che il Made in Italy può fare la differenza, non solo come prodotto ma come esperienza culturale».
Un modello operativo collaudato
Uno degli elementi distintivi del modello PMI International è la presenza diretta nei territori esteri, grazie a rappresentanze locali formate da imprenditori e professionisti del posto. «Questo ci permette di creare una relazione paritetica tra aziende italiane e partner locali. L’imprenditore non si sente più un estraneo, ma parte di una famiglia allargata, quella di PMI International», sottolinea Pandico.
Per accompagnare le imprese nel processo di internazionalizzazione, la confederazione mette a disposizione team specializzati: export manager, legali internazionali, esperti in contrattualistica e consulenti di mercato. «Non tutte le piccole imprese possono permettersi queste figure in autonomia. Noi offriamo loro un supporto completo, accessibile e qualificato».
Il mondo è il nuovo mercato
Anche di fronte a scenari geopolitici complessi – come le politiche protezionistiche di alcuni paesi – PMI International mantiene salda la rotta: «Non possiamo farci condizionare da guerre commerciali. Il nostro compito è educare le imprese ad aprirsi a nuovi mercati e aiutarle a organizzarsi. Oggi il vero competitor non è più dietro l’angolo, ma può trovarsi a migliaia di chilometri di distanza. Il pianeta è il mercato, e noi aiutiamo le imprese ad esplorarlo».
ESG, sostenibilità e futuro
Guardando al prossimo quinquennio (2025-2030), PMI International si concentrerà sull’integrazione dei criteri ESG (ambientali, sociali e di governance). «Abbiamo avviato con partner italiani un programma di due diligence gratuita per le imprese che vogliono allinearsi ai nuovi standard europei. Vogliamo aiutarle non solo ad ottenere certificazioni, ma a migliorare davvero la loro struttura, il welfare aziendale, la sostenibilità ambientale e la qualità della governance interna».
Un decennale tra novità e visione
Il 17 luglio a Nola, in occasione della Biennale e del Decennale della confederazione, PMI International presenterà una serie di importanti novità: «Ufficializzeremo il nuovo logo, il sito aggiornato, la piattaforma gestionale per il matching tra imprese e i nuovi strumenti digitali che faciliteranno le connessioni tra aziende italiane e partner esteri. Ma soprattutto presenteremo il piano strategico per i prossimi due anni, costruito sulle esigenze reali raccolte dai territori».
Italian Best Company e i giovani
Non manca l’impegno verso i giovani e il mondo accademico. Il 13 giugno, PMI International sarà tra i promotori dell’evento Italian Best Company, insieme ad altre confederazioni. «È un progetto fondamentale per avvicinare gli studenti universitari al mondo dell’impresa. Abbiamo sostenuto fin dalla prima edizione anche i business matching professionali, un format smart che mette in contatto imprenditori e giovani talenti, con risultati concreti e immediati».
Una confederazione che fa rete
«Siamo sempre stati aperti alla collaborazione con altre confederazioni, italiane e internazionali – conclude Pandico –. Per noi fare rete è essenziale. Solo insieme si possono raggiungere obiettivi grandi e sostenibili, che durano nel tempo e migliorano davvero il tessuto produttivo del nostro Paese».
Francesco Russo
FOCUS ASSOCIAZIONI, Redazionale
PMI International: dieci anni di internazionalizzazione e impresa condivisa
