Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Enrico, Peppe e Angelo Frattasio (premiati in IBC24), e ogni volta che si parla della loro storia non si può fare a meno di pensare a quanto siano stati visionari, in un’epoca in cui tutto era più difficile… ma le idee giuste valevano oro.
Negli anni ’80, nei vicoli di Napoli, i tre fratelli diedero vita a un fenomeno culturale e musicale senza precedenti: Mixed by Erry.
Enrico, detto Erry, non era un semplice appassionato di musica. Era un vero e proprio curatore musicale ante litteram, con un gusto raffinato, una memoria incredibile e una capacità fuori dal comune di intercettare i trend prima che diventassero moda. Le sue cassette, mixate con cura maniacale e distribuite in tutta Italia, contenevano selezioni musicali pensate per ogni tipo di pubblico.
In un’epoca in cui internet non esisteva e l’accesso alla musica era limitato, Erry offriva alle masse playlist personalizzate, anticipate e di qualità. In pratica, un Spotify artigianale, costruito con le mani, il cuore e un’enorme competenza musicale.
Con l’aiuto dei fratelli, quel sistema casalingo diventò un’industria pirata capace di mettere in crisi il mercato discografico ufficiale. Ma dietro l’illegalità, c’era anche la visione: rendere la musica accessibile a tutti, prima ancora che il mondo scoprisse lo streaming.
Oggi, guardando indietro, è impossibile non riconoscere in Enrico Frattasio un pioniere della fruizione musicale moderna, un innovatore che, da un piccolo appartamento napoletano, aveva già immaginato un futuro che sarebbe arrivato solo decenni dopo.
Anni prima dello streaming, lui era già Spotify.
Con passione, intuito e una testa avanti a tutti.
Quella dei Frattasio non è solo una storia napoletana, ma un pezzo di cultura popolare italiana che merita rispetto, memoria e applausi.
Grazie ragazzi, per quello che siete stati e che ancora rappresentate.
Mixed by Erry non era solo un nome. Era un’idea geniale.
Francesco Russo
