Giovanissima – è nata nel 2002 – Caitlin Clark sta riscrivendo la storia del basket americano. Ma non solo. Con il suo talento, la sua serietà e la sua sobrietà, ha ormai travalicato i confini dello sport per diventare un simbolo generazionale, un modello, una vera icona globale.

Caitlin ha origini italiane da parte di madre (il cognome è Nizzi), e in più di un’occasione ha ricordato con orgoglio le sue radici. Ma a parlare per lei oggi sono i numeri, la passione del pubblico e la bellezza quasi ipnotica del suo gioco: lo step-back da tre punti, preciso e fulminante, è già stato paragonato a quello di Steph Curry.

Ma Caitlin è molto di più. In pochi anni ha rivoluzionato l’attenzione verso il basket femminile: ha battuto record di ascolti mai visti prima per le partite NCAA e, una volta arrivata in WNBA, ha scatenato una vera “Clark-mania”. Ovunque giochi, gli stadi sono pieni, le maglie vanno a ruba, i biglietti si esauriscono. Molte squadre, quando affrontano le Indiana Fever, sono addirittura costrette a trasferire la partita in arene più grandi per far fronte alla richiesta di posti. Emblematica la gara contro le Chicago Sky del 23 giugno 2024: oltre 20.000 spettatori hanno riempito lo United Center, registrando il record assoluto di presenze per una partita di regular season WNBA.

Questo fenomeno ha avuto anche un impatto economico enorme: a soli 22 anni, Caitlin ha firmato un contratto da 28 milioni di dollari con Nike, con una linea personalizzata di scarpe in arrivo, un traguardo mai raggiunto prima da una giocatrice così giovane.

Seria, riservata, mai sopra le righe, Caitlin conquista anche fuori dal campo. È stata infatti inserita nella classifica delle 100 donne più influenti al mondo da TIME, accanto a leader politici, attiviste e imprenditrici. Non è più soltanto una sportiva: è una figura culturale, un riferimento.

E tutto questo è solo l’inizio. Se a 22 anni è già riuscita a cambiare le regole del gioco, non resta che immaginare cosa potrà fare nel futuro. Con quella calma, quella visione di gioco e quello step-back che ogni appassionato di basket ormai riconosce anche a occhi chiusi.

Caitlin è nella squadra giusta perchè gli USA sono contagiati dalla CLARK FEVER

Francesco Russo