“Alessia ha ridefinito il ruolo della bordocampista (e, ovviamente, non solo) con classe, sobrietà e humor. Un riferimento per tutti quanti si vogliano avvicinare al mondo del giornalismo sportivo” è un mio commento su Instagram che ha raccolto oltre 800 like, diventando sintesi perfetta del valore professionale – e umano – di Alessia Tarquinio.
Giornalista sportiva di razza, Alessia non si è mai accontentata di fare da tramite tra campo e tribuna. Ha reso il bordocampo un teatro di ironia, competenza e stile, infrangendo il cliché della presenza femminile decorativa per affermare, invece, una figura autorevole, empatica e brillante. Non solo informazioni tecniche o interviste di rito: con lei, ogni collegamento è un piccolo sketch di spontaneità e acutezza.
Celebre l’incontro con Jude Bellingham, a cui chiede con garbo e spirito un messaggio per spronare suo figlio a studiare, tra sorrisi e un’improbabile adozione simbolica.
Con Denzel Dumfries, invece, è andata in scena una delle sue gag più riuscite: dopo avergli chiesto di mostrare la sua “poker face”, la giornalista gli ha raccontato di aver ricevuto in regalo una t-shirt con il suo volto. Per pareggiare i conti, Alessia gliene ha regalata una con il proprio, suscitando la reazione divertita del calciatore.
E come dimenticare le battute incrociate con Jürgen Klopp, sempre in bilico tra rispetto e complicità?
La sua cifra stilistica? Un mix perfetto di professionalità e umanità, capace di creare un legame sincero tra i campioni – e le campionesse – e il pubblico.
Dai suoi articoli o post su Instagram emerge sempre grande passione, unita a una capacità rara di raccontare lo sport con profondità e leggerezza insieme.
Ma il suo impegno non si ferma alla bordata di battute con un sorriso: Alessia è anche una delle voci più coerenti e appassionate a sostegno del calcio femminile. Con rigore e determinazione, ha contribuito a dare visibilità e dignità a un movimento troppo spesso relegato ai margini. Ha raccontato storie, seguito tornei, intervistato protagoniste, sempre con la stessa dedizione che riserva alle grandi notti di Champions League.
E poi c’è l’altra faccia di Alessia, quella più personale: i suoi post dalla Repubblica Dominicana, dove vive, trasudano calore, vitalità e gratitudine. In quelle immagini e parole si ritrova lo stesso sguardo curioso e partecipe con cui racconta il calcio. Solo che lì, al posto del pallone, ci sono tramonti, onde e tavola da surf, sorrisi e scorci di un’umanità autentica.
In un mondo che cambia, Alessia Tarquinio non è solo una testimone. È parte del cambiamento.
Ed è per questo che oggi è – e resterà ancora a lungo, mi auguro – un riferimento.
Francesco Russo
