C’è un’Italia che vince, convince e appassiona. È quella delle Nazionali femminili, che in questi giorni stanno riscrivendo la storia dello sport azzurro. Calcio, pallavolo e basket: tre squadre, tre percorsi diversi, ma un unico spirito combattivo che le ha portate a un passo dalla gloria continentale.
Nel calcio, le ragazze di Andrea Soncin hanno conquistato un posto nella semifinale dell’Europeo, mostrando carattere, organizzazione e un’identità forte. A guidarle, come sempre, c’è Cristiana Girelli, veterana che non smette di fare la differenza nei momenti decisivi. Il prossimo ostacolo si chiama Inghilterra, e l’appuntamento è fissato per martedì 22 luglio: una sfida che promette emozioni forti.
Nel volley, la nuova era firmata Julio Velasco, iniziata lo scorso Gennaio, sta dando i suoi frutti in modo straordinario. Le Azzurre, campionesse olimpiche in carica, sono arrivate alla finale della Volleyball Nations League da imbattute, con una striscia impressionante di 26 vittorie consecutive. Una marcia trionfale che testimonia la forza di un gruppo giovane e affamato, guidato da uno dei tecnici più carismatici della storia di questo sport. Le finali si giocheranno dal 23 al 27 luglio, e l’Italia parte da favorita.
Anche nel basket, l’Italia si è fatta sentire: la Nazionale è tornata tra le prime quattro d’Europa, ritrovando fiducia, compattezza e ambizione. In campo, spicca l’esperienza di Cecilia Zandalasini, veterana in WNBA, affiancata dalla freschezza e dal talento cristallino di Matilde Villa, appena selezionata al draft WNBA. Il futuro è già qui, e parla italiano.
A questi risultati straordinari, però, non corrisponde un’adeguata visibilità. I titoli sui quotidiani sono spesso riservati ad altri protagonisti, e le imprese delle atlete azzurre rischiano di passare inosservate. È un errore strategico: senza attenzione e riconoscimento, non si attirano sponsor, e senza sponsor il movimento fatica a crescere. È un circolo vizioso che penalizza atlete e discipline che ogni giorno dimostrano di poter competere ai massimi livelli.
L’Italia può contare su campionesse straordinarie: da Paola Egonu a Miriam Sylla, da Zandalasini a Girelli, senza dimenticare la plurivincente coppia Paolini–Errani, che continua a brillare anche nel tennis. Atlete che non solo portano risultati, ma incarnano valori, ispirano nuove generazioni, danno credibilità e forza allo sport italiano nel mondo.
Raccontarle di più, raccontarle meglio, è il primo passo per farle diventare ciò che già sono: le protagoniste di un’Italia vincente.
Non ricordiamoci di loro solo l’8 marzo. Perché la visibilità è anche un atto educativo: offre alle bambine modelli veri a cui ispirarsi, in un’epoca in cui le tiktoker sono, ahinoi, spesso le figure più visibili.
Lo sport femminile italiano merita più spazio, più voce, più rispetto.
E non domani. Adesso.
Francesco Russo

