Roberto Colella non è solo la voce de La Maschera: è un cantautore che coinvolge e osserva la realtà con uno stile che ricorda i grandi della canzone italiana, da De André in poi. Trasforma storie quotidiane in poesia e dà voce a chi spesso resta ai margini.

La sua musica attraversa le periferie di Napoli, da Scampia alle mille sfumature della città, unendo impegno civile, riflessione sull’immigrazione, ironia e leggerezza a una musicalità mai banale.

Ama i social e dialoga con un pubblico trasversale. È seguito con passione da giovani e giovanissimi, come raccontano questi versi:
“Vulesse chiudere ll’uocchie e vedé
guagliune ‘e periferia
passà na mano ‘e culore pe’ chi
pe’ chi s’è perz’ p’a via”

Ha condiviso il palco con tanti artisti – da Passione Tour (insieme a Flo e Simona Boo, di cui ho già scritto su FocusNotizie) a numerose collaborazioni – senza mai perdere autenticità. Non mancano legami profondi con il Carnevale di Scampia e figure simbolo come Mirella.
“Simme ‘a speranza ‘e dimane
nuje, nuje figli ‘e ‘na rivoluzione”

Il suo talento è riconosciuto a livello nazionale e internazionale: premi, il Premio Andrea Parodi, riconoscimenti tra i cantautori emergenti e un tour estero di grande successo dimostrano che la sua voce parla un linguaggio universale.

Musicista poliedrico, Colella suona praticamente tutto: chitarre, basso, mandolino, cuatro venezuelano, flauti, sax, percussioni, synth, fino a bottiglie di vetro e un secchio di plastica.

Roberto Colella è un artista che costruisce ponti tra persone, storie e musica. Una voce che Napoli ha regalato al mondo, e che continua a risuonare con forza e verità.

Francesco Russo