Si è spento a 69 anni Peppe (Giuseppe) Vessicchio, direttore d’orchestra, compositore e volto amatissimo dal pubblico televisivo.

Nato a Napoli, frequentò anche il Conservatorio di San Pietro a Majella, dove seguì lezioni di direzione (anche da uditore). Vessicchio ha unito rigore musicale e garbo popolare, diventando icona del Festival di Sanremo e della musica leggera italiana. Con la sua bacchetta ha accompagnato come arrangiatore generazioni di artisti e vinto quattro edizioni del Festival come direttore d’orchestra (Avion Travel 2000, Alexia 2003, Valerio Scanu 2010, Roberto Vecchioni 2011). Era anche autore del fortunato libro “La musica fa crescere i pomodori”, simbolo della sua idea di armonia come energia che fa bene alle persone (e, per lui, persino alle piante).

Per molti resterà per sempre “il Maestro” dal sorriso gentile e dalla grande eleganza nei modi e nello stile: presenza rassicurante tra Sanremo e i talent televisivi, capace di portare la cultura orchestrale nelle case con ironia e semplicità. Oggi Napoli perde una delle sue voci più eleganti: con Vessicchio se ne va un modo di stare in musica che sapeva essere colto e popolare, severo e affettuoso. Un altro pezzo di Napoli se ne va — ma la sua lezione resterà, dentro un applauso che non si spegne.