Oggi ricorre il compleanno di Raimondo Di Sangro, nato a Napoli il 30 gennaio 1710: una delle figure più enigmatiche e affascinanti del Settecento europeo. Principe di Sansevero, scienziato, inventore, alchimista, mecenate e visionario, Di Sangro è stato molto più di un aristocratico illuminato: è stato un uomo capace di muoversi sul confine sottile tra scienza, arte e mistero.

La sua eredità più celebre è senza dubbio la Cappella Sansevero, scrigno simbolico della Napoli esoterica. Qui convivono capolavori assoluti come il Cristo velato e le inquietanti macchine anatomiche, testimonianza di una ricerca che univa conoscenza scientifica e tensione filosofica. Di Sangro fu anche un instancabile sperimentatore: lavorò su tecniche di stampa, studiò nuovi materiali, si interessò di chimica, idraulica e ingegneria, spesso anticipando intuizioni che sarebbero state comprese solo secoli dopo.

Osteggiato dalla Chiesa, temuto e ammirato dai suoi contemporanei, Raimondo Di Sangro incarna ancora oggi lo spirito più profondo di Napoli: curioso, irregolare, geniale, incapace di accettare limiti imposti al sapere. Nel giorno del suo compleanno, ricordarlo significa celebrare una città che da sempre produce menti fuori dall’ordinario, capaci di trasformare il mistero in bellezza e la conoscenza in leggenda.