Edoardo Bennato compie 80 anni senza mai tradire l’anima irriverente della sua Napoli.
La carica, l’ironia e la voglia di provocare sono quelle di sempre. A dimostrarlo è stato, appena pochi giorni fa, il concerto del 20 luglio al Circo Massimo di Roma, andato sold out: migliaia di persone in festa per applaudire un artista che da oltre cinquant’anni rifiuta qualsiasi etichetta, fedele agli iconici simboli del suo stile, con la chitarra a tracolla, l’armonica al collo e il tamburello a pedale.
Nato nel quartiere di Bagnoli, Edoardo Bennato ha sempre preso le distanze da una Napoli stereotipata, scegliendo invece di raccontarne l’anima più autentica e popolare. Quella dei Campi Flegrei, dove tradizione e innovazione, musica popolare, blues e rock si incontrano dando vita a un linguaggio originale e inconfondibile.
La sua napoletanità si esprime in molti aspetti della sua arte: nello spirito da one-man band, che richiama la capacità tutta partenopea di arrangiarsi trasformandola in libertà creativa; nell’ironia dissacrante con cui mette alla berlina il potere attraverso le metafore delle favole, da Pinocchio a Peter Pan; e nell’amore per il suo territorio, raccontato in brani come Vendo Bagnoli, Nisida e Sotto viale Augusto che ce stà?, canzoni che restituiscono le contraddizioni, le ferite e la straordinaria vitalità della sua città.
Napoli, nelle canzoni di Bennato, non è mai un semplice sfondo. È una scuola di vita, un laboratorio culturale dove convivono poesia e protesta, tradizione e modernità. Da quella realtà il cantautore ha ereditato la capacità di osservare il mondo con sarcasmo e leggerezza, senza mai rinunciare allo spirito critico che lo ha reso una figura unica nel panorama musicale italiano.
Anche il titolo del tour, “Quando sarò grande”, racchiude tutta l’ironia che da sempre lo contraddistingue. A 80 anni Bennato continua a giocare con l’idea di non sentirsi mai davvero “arrivato”, conservando la curiosità, la libertà creativa e lo spirito ribelle degli esordi. È un invito a non smettere mai di crescere, sognare e mettersi in gioco, a qualsiasi età.
Il successo del recente live romano conferma una carriera che continua a parlare a generazioni diverse, con Napoli sempre al centro della sua identità artistica.
Ottant’anni dopo la sua nascita, il “pirata del rock” continua a navigare controcorrente. Ed è forse proprio questo il segreto della sua eterna giovinezza: continuare a credere che, da qualche parte, esista ancora un’Isola che non c’è.
